Un capolavoro, un romanzo da podio nella mia personale classifica. L'inconfondibile (e non poco claustrofobico) stile di scrittura del Maestro e i suoi rilevanti contenuti si immergono in una storia abbastanza diversa da quelle caratterizzanti i libri dell'autore che ho già letto, un qualcosa che si avvicina più alla moderna e veloce fiction letteraria che al lento (ma non meno appassionante nel caso del portoghese) scorrere di lunghe descrizioni.
E proprio lo stile di Saramago si sposa alla perfezione con questa narrazione immergendo il lettore nella vicenda e facendolo sentire uno della camerata, accanto a occhi che vagano inanimatamente qua e là, coinvolto nel meglio e nel peggio che possa uscire da un essere umano.
Non male la trasposizione cinematografica. Certo, nulla a che vedere con il libro ma ampiamente passabile.







Peccato.
Il finale mi ha un pochino deluso, lascia una sensazione di incompiutezza. Sarebbe bastato veramente poco a scrivere quattro righe in più per chiudere il cerchio.
Dicevo: "peccato". Peccato perchè l'idea c'è. Sviluppandola con qualche aggiustatina ne sarebbe uscita una meravigliosa favola moderna.
Mi pare che sulla quarta di copertina se ne parli come di "un'Alice nel paese delle meraviglie che incontra Psyco". Io dico "una Coraline che si immerge in un misto tra Trainspotting ed Il mago di Oz".
Anche il relativo film ha un potenziale immenso ma ancor meno sviluppato rispetto al libro, personalmente mi ha fatto quasi addormentare.